L’origine del nome “Umbri”: i figli della pioggia
Federico Fioravanti
Home | L’Umbria antica | Popoli italici | L’origine del nome “Umbri”: i figli della pioggia
  • Secondo Erodoto il territorio degli Umbri cominciava appena a sud delle Alpi 
  • Un uomo si firmò con il nome di Ombrikos in un vaso del VI secolo a.C. ritrovato a Graviscae, l’antico porto di Tarquinia
  • Strabone distingue tra la “piccola Umbria” limitata ai territori delle valli interne lungo il Tevere e una “Grande Umbria” dal mare Adriatico fino a Mantua (Mantova)

L’origine del nome

Una immagine letteraria: genti nate dalla pioggia, in greco ombros. Secondo gli storici greci e romani gli Umbri (Ombrikoi) abitavano la penisola già al tempo della guerra di Troia, quindi almeno tredici secoli prima di Cristo. Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, III 112-114) scriveva:

«La popolazione umbra è ritenuta la più antica d’Italia, si crede infatti che gli Umbri fossero stati chiamati Ombrici dai Greci perché sarebbero sopravvissuti alle piogge quando la terra fu inondata».

I glottologi contemporanei propendono invece per un’altra ipotesi: la parola Umbro, che peraltro non compare in nessun passo delle Tavole Eugubine, nasce dallo sviluppo dell’aggettivo indeuropeo *omro, che significava “solido”, “rozzo”, “pertinace” oppure “duro” e quindi, in senso morale, “fidato”. Da un punto di vista linguistico, il tema indoeuropeo *ombro / *omro si può tradurre anche come “resistente, affidabile”.

La geografia degli Umbri

La questione si complica quando cerchiamo di circoscrivere il popolo “umbro” a un luogo geografico preciso.

Plutarco (Vita di Mario, 19) riferisce che nella battaglia di Aquae Sextiae, combattuta nel 102 a.C., i Liguri chiamavano se stessi Ambrones. Un termine che ricorda molto da vicino la parola “Umbri”. Un’altra traccia della presenza di popoli definiti “umbri” la ritroviamo in un’iscrizione arcaica nel Piceno che reca la scritta ombriìen akren (“nell’agro umbro)”. Seguendo queste tracce, verrebbe da pensare che gli antichi Umbri occupassero un territorio amplissimo, dalla Liguria all’Abruzzo.

Secondo Erodoto il territorio degli Umbri cominciava appena a sud delle Alpi (IV 49):

«Oltre a questi fiumi il Danubio riceve anche le acque del Carpis [l’attuale fiume Lech] e dell’Alpis [l’attuale Inn] due fiumi che corrono verso settentrione dalla regione a nord degli Umbri».

Erodoto cita l’antico popolo anche in collegamento con gli Etruschi, detti anche Lidi (I 94):

«Dicono che i Lidi, dopo aver vissuto tra molti popoli, giunsero agli Umbri dove, edificate delle città, vi abitano fino a oggi».

La versione di Dionigi di Alicarnasso (I 2) è simile:

«Si tramanda che a una parte del popolo Lidio toccò una sorte migliore: infatti alla seconda parte toccò di giungere, con tutti i propri beni, alla zona d’Italia che volge a occidente, coltivata dalle genti degli Umbri, e lì fondare città».

Che gli Umbri fossero stanziati anche in Toscana, è confermato da Plinio Il Vecchio (NH III.51) quando chiama Tractus Umbriae il pezzo di costa tirrenica a nord del fiume Fiora. Per di più, nel VI secolo a.C. un uomo, si firmava con il nome di Ombrikos in un vaso ritrovato a Graviscae, l’antico porto di Tarquinia.

Strabone, vissuto tra il 60 a.C. e il 21 d.C. nel suo Geografia (V 2,1) distinguerà due diversi territori umbri: una “piccola Umbria” limitata ai territori delle valli interne lungo il Tevere e una “Grande Umbria”, più vasta, che dal mare Adriatico arrivava fino a Mantua (Mantova). Servio (ad Aeneidem X, 201) conferma l’esistenza di una Grande Umbria che si estendeva fino a Mantova, affermando che la città che diede i natali a Virgilio fu fondata dai sarsinati (in lingua paleoumbra “residenti”) «che abitavano a Perusia».

La culla dei popoli italici

Pare dunque che Umbri sia quasi un sinonimo d’italici. Con questo nome si chiamavano le popolazioni che abitavano una parte consistente della Penisola, quasi certamente tutto il centro-sud, con insediamenti anche nella bassa pianura Padana (a sud del Po) e sicuramente lungo la costa Adriatica nelle zone che oggi sono della Romagna, delle Marche e dell’Abruzzo.

La storia le ha poi differenziate in Osci, Umbri, Sanniti, Sabini, Piceni, Marsi, Irpini, Equi, Volsci, Lucani, Bruzi. Ma erano in realtà parte di un’unica grande famiglia etnico-linguistica, quella degli Umbri, parlanti le lingue del ceppo oscoumbro, la più antica lingua italica testimoniata.

Pin It on Pinterest

Condividi Conoscenza!

Condividi ora

Condividi per diffondere conoscenza!