MUSEO dinamico del laterizio
e delle terrecotte di marsciano 

una città interamente costruita di mattoni

Un percorso espositivo diffuso 

terra e acqua impastate e cotte sul fuoco dagli etruschi all’epoca moderna

Prima di entrare

Il Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte di Marsciano si trova all’interno di Palazzo Pietromarchi, una residenza nobiliare costruita nel Trecento dalla famiglia dei conti Bulgarelli.

In questo palazzo troverai centinaia di mattoni, tegole, pignatte, orci moderni, terrecotte invetriate e decorative che mostrano come dall’età romana all’era industriale sono cambiate le tecniche di lavorazione dell’argilla

All’ultimo piano del museo c’è una teca in cui vengono conservati i resti di una tomba etrusca trovata casualmente nel 1987 nel borgo di Villanova, lungo l’antico percorso che univa Perugia a Orvieto.

Questa tomba risale al IV secolo a.C ed è stata trovata in maniera casuale mentre veniva arato un campo di cereali. Essendo un ritrovamento fortuito non sappiamo se la tomba sia isolata o se faccia parte di una vasta necropoli sotterranea. Ma possiamo stabilire con relativa certezza che il corredo funebre apparteneva a una donna. 

Come puoi vedere dalla foto accanto, gli archeologi della Soprintendenza hanno cercato di mettere nella loro posizione originaria i 24 elementi del corredo funebre, tutti in ceramica non colorata. Tra questi oggetti puoi notare ciotole, bicchieri, piccole coppe con due manici e diversi tipi di olle, dei vasi panciuti di terracotta usati per la cottura e la conservazione del cibo. 

Su tutti spicca un grande vaso, chiamato cratere, con un coperchio. Questo cratere conteneva le ceneri del corpo della defunta. La sepoltura a incinerazione è stata praticata per molti secoli dagli etruschi. 

A guardar bene, il cratere è decorato solo da un lato l’altro ha perso le sue tracce originarie perché è stato per millenni a contatto con la terra. Sul corpo della parte decorata si riconosce a malapena il disegno di una persona di profilo con un berretto frigio. 

Questa decorazione appena abbozzata che rende male la prospettiva, schiacciando troppo la figura umana, si trova anche in un altro cratere proveniente da Perugia e conservato oggi al Museo Civico di Bologna. 

I due vasi sono simili per forma e motivi scelti, per questo secondo gli archeologi potrebbero appartenere allo stesso autore: il Pittore di Hesione che operò nella città etrusca di Volterra nella seconda metà del IV secolo a.C, o agli allievi della sua scuola. Questi due vasi hanno caratteristiche leggermente diverse rispetto a quelli prodotti a Volterra, per questo potrebbero essere stati prodotti da una fabbrica nella zona.

Lo sapevi che

Il museo si chiama dinamico perché non si limita all’esposizione presente nel Palazzo Pietromarchi, ma invita il visitatore a percorrere altri quattro luoghi per approfondire come venivano realizzati i laterizi nel Comune di Marsciano.

Le prime due tappe sono le fornaci di San Fortunato e di Compignano. Sempre nel piccolo borgo di Compignano si trova la terza tappa: una antenna museale che ospita un laboratorio di lavorazione delle argille rivolto agli studenti delle scuole e una sezione con strumenti e prodotti realizzati da una famiglia di fornaciai del luogo. La quarta tappa è l’antenna museale di Spina che testimonia l’attività delle antiche fornaci localizzate lungo la via Orvietana.

All’interno del Museo troverai anche una collezione di fischietti in terracotta provenienti da tutto il mondo raccolti da Luigi Fosca, ceramista e cultore dell’artigianato popolare.

Al primo piano puoi ammirare un dipinto cinquecentesco della Madonna in trono con Bambino affiancata dagli angeli San Rocco e San Silvestro.

Nello stesso piano si trovano due esposizioni permanenti: le opere dei due più famosi artisti di Marsciano: Antonio Ranocchia, e Alfredo Marinacci.

 

Costanza Motta

Alla scoperta del corredo etrusco 

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