Il sapore della Storia
Todi
27-29 marzo 2026
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“L’uomo è ciò che mangia”, diceva il filosofo Ludwig Feuerbach, perché sapeva che lo spirito degli uomini, in qualsiasi epoca, nasce dentro un piatto, un campo coltivato, un magazzino pieno o vuoto. Fame e abbondanza, pane e carestia, banchetti e razioni spiegano spesso la storia meglio di molte battaglie e biografie.
Il cibo, da sempre, è il vero condimento del potere. Nei campi e nei granai si decide chi controlla le risorse; nei mercati si misura la ricchezza di un popolo; nelle sale del banchetto si decidono i destini degli uomini e involontariamente, della storia. Guardare a cosa e come si mangia e si beve, significa capire chi comanda, chi obbedisce e chi resta a digiuno nella dieta del potere.
È con questo spirito curioso e concreto che dal 27 al 29 marzo 2026, Todi ospiterà la quinta edizione dell’Umbria Antica Festival, tre giorni di lezioni divulgative e due serate speciali dedicate al tema “Il sapore della Storia”. Un invito a entrare nel mondo antico passando da una delle sue esperienze più particolari e allo stesso tempo universali: il cibo.
L’Umbria Antica Festival non proporrà una rievocazione gastronomica, né una semplice storia delle ricette antiche, ma un’indagine ampia e articolata sul valore storico, culturale e simbolico dell’alimentazione nel mondo antico. Un approccio che intreccia archeologia, filologia, storia sociale, antropologia e storia delle idee, facendo del gusto uno strumento di conoscenza.
Questo perché “mangiare” non è mai soltanto un fatto puramente biologico. Sedersi attorno a un tavolo significa definire appartenenze sociali, stabilire gerarchie, costruire identità, regolare il rapporto con il sacro e con il potere. Il cibo è linguaggio, rito, racconto. È il risultato di un equilibrio complesso tra natura e cultura, tra paesaggi agrari, pratiche produttive, saperi tecnici e visioni del mondo.
L’ambrosia degli dèi, il vino del simposio, le spezie provenienti da rotte lontane, le coppe, i crateri, le stoviglie dell’uso quotidiano non sono elementi decorativi, ma dispositivi culturali: raccontano relazioni sociali, modelli di convivenza, esclusioni e privilegi. Mangiare insieme significava costruire comunità, ma anche segnare distanze.
Come ogni elemento del passato, anche il cibo richiede una interpretazione nel presente. Le ricette antiche non sono originali intoccabili, ma tracce: testi aperti che, come uno spartito musicale, esistono solo nella distanza tra chi li ha prodotti e chi li legge oggi. È in questa distanza che si colloca il lavoro dello storico. Non per annullarla, ma per renderla intelligibile.
Come ogni anno, Umbria Antica Festival diventa l’arena in cui la ricerca storica si apre al pubblico e gli studiosi esercitano la loro terza missione: rendere il sapere accessibile senza tradirne la complessità
Su queste premesse si articola il programma del Festival, ospitato nella Sala del Consiglio del Palazzo del Capitano di Todi. Lezioni divulgative di alto livello scientifico tenute da grandi storici, filologi, antropologi, archeologi affrontano il tema del “sapore” nel mondo antico da prospettive diverse: religione, politica, società, economia, paesaggio. studiosi del mondo antico.
Le serate a teatro
Oltre agli incontri mattutini e pomeridiani, il Festival prevede due serate a teatro di grande qualità, dove il racconto del mondo antico si intreccia al racconto del presente.
Venerdì 27 marzo, al “Cinema-Teatro Nido dell’Aquila”, il giornalista e scrittore Giuseppe Pastore racconterà le grandi storie di sport delle Olimpiadi. Partendo dai Giochi nati nel 776 a.C. a Olimpia in onore di Zeus, Pastore costruirà un racconto serrato e coinvolgente per mostrare come lo sport, ieri come oggi, sia molto più di uno spettacolo: è fatica quotidiana, disciplina estrema, corpi spinti al limite, diete controllate, dolore accettato come prezzo dell’eccellenza. Un grande laboratorio umano e sociale, dove nutrimento, sacrificio e prestigio si mescolano come ingredienti decisivi per entrare nel mito.
Sabato 28 marzo al “Teatro Comunale” di Todi, lo studioso di geopolitica umana Dario Fabbri racconterà quali sono gli ingredienti per “La ricetta del potere”: una riflessione sul tema della fame come fattore storico e geopolitico, mettendo in dialogo il mondo antico e quello contemporaneo. Il controllo delle risorse alimentari, la gestione delle carestie, l’uso politico del cibo come strumento di pressione e di dominio attraversano infatti le civiltà antiche non meno delle società moderne. Il nutrimento è una delle chiavi fondamentali per comprendere i rapporti di forza tra popoli, ieri come oggi, mostrando come la storia del cibo sia inseparabile dalla storia del potere.
Visite guidate e la Fiera del Libro
Accanto alle lezioni, il Festival propone visite guidate tematiche e una Fiera del Libro, ospitata presso la Sala delle Pietre, in collaborazione con la libreria Ubik di Todi e con le principali case editrici di saggistica storica. Un’occasione per prolungare il dialogo tra studiosi e pubblico e per restituire alla storia il suo ruolo di sapere condiviso.
Le lezioni di Storia di Umbria Antica Festival
Le serate di Umbria Antica Festival al Teatro Comunale di Todi
La Fiera del libro che accompagna le giornate della manifestazione
Le Cisterne Romane di Todi, una delle mete delle visite guidate di Umbria Antica Festival
Il sapore della Storia propone dunque un percorso di conoscenza che passa dai sensi senza fermarsi ad essi.
Un invito a interrogare il passato attraverso ciò che più di ogni altra cosa tiene insieme natura e cultura: il modo in cui gli uomini, da sempre, producono, condividono e danno significato al cibo.
Vi aspettiamo a Todi, dal 27 al 29 marzo per assaporare il dolce, l’amaro e tutti gli altri sapori della storia antica.
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SERATA
Venerdì 27 marzo, ore 21.15 | Cinema-Teatro Nido dell’Aquila
GIUSEPPE PASTORE
Entrare nel mito: le grandi imprese delle Olimpiadi
Raccontare le Olimpiadi significa, prima di tutto, tornare alle loro origini. Significa risalire fino a Olimpia, al 776 a.C., quando in onore di Zeus atleti provenienti da ogni parte del mondo greco si sfidavano in gare che erano insieme rito, competizione e celebrazione pubblica dell’eccellenza. Ma significa anche interrogarsi su ciò che rende, ancora oggi, un’impresa sportiva degna di essere ricordata.
A un mese dalle Olimpiadi invernali 2026 Milano-Cortina, l’appuntamento di Todi offre l’occasione per rivivere il mito dei giochi dall’antichità a oggi: la tensione prima della gara, il corpo portato al limite, la disciplina dell’allenamento, il controllo dell’alimentazione, l’accettazione del dolore.
Nel racconto di Giuseppe Pastore, le Olimpiadi emergono come un grande laboratorio sociale, in cui sacrificio e prestigio si intrecciano. Ieri come oggi, entrare nel mito significa attraversare una prova: esporsi allo sguardo della comunità, trasformare la fatica in forma, la vittoria in memoria condivisa.
SERATA
Sabato 28 marzo al “Teatro Comunale” di Todi, lo studioso di geopolitica umana Dario Fabbri racconta quali sono gli ingredienti per “La ricetta del potere”: una riflessione sul tema della fame come fattore storico e geopolitico, mettendo in dialogo il mondo antico e quello contemporaneo.
Il controllo delle risorse alimentari, la gestione delle carestie, l’uso politico del cibo come strumento di pressione e di dominio attraversano infatti le civiltà antiche non meno delle società moderne. Il nutrimento è una delle chiavi fondamentali per comprendere i rapporti di forza tra popoli, ieri come oggi, mostrando come la storia del cibo sia inseparabile dalla storia del potere.

